Documentazione aerofotogrammetica di un mosaico romano presso la Società Geografica Italiana

Presso la sede della Società Geografica Italiana, situata nello storico Palazzetto Mattei all’interno di Villa Celimontana a Roma, è stata condotta un’attività di documentazione scientifica ad alta precisione su un importante mosaico di età romana conservato nelle sale della biblioteca.

La biblioteca rappresenta una delle più rilevanti raccolte geografiche d’Europa e costituisce un contesto di grande valore storico e scientifico. All’interno di questo spazio è custodito un mosaico pavimentale romano, oggi collocato nella cosiddetta “Sala del Mosaico”, elemento identitario e centrale dell’ambiente.

Il mosaico risale alla prima metà del IV secolo d.C. ed è originariamente parte di una domus romana rinvenuta nell’area del Celio durante scavi ottocenteschi. Recuperato e successivamente collocato nel Palazzetto Mattei, è divenuto parte integrante del patrimonio della Società Geografica Italiana.

Dal punto di vista compositivo, il pavimento presenta una cornice geometrica in bianco e nero e una suddivisione interna in quattro pannelli decorati: due raffigurano uccelli su rami fioriti, mentre gli altri due rappresentano aurighi con cavalli, identificati con i nomi Pascasus e Sattara.

Nel tempo il mosaico ha subito interventi non sempre coerenti, che hanno reso necessario un recente restauro volto a migliorarne la leggibilità e la conservazione, attraverso operazioni di pulitura, consolidamento e integrazione delle parti mancanti.

L’attività di rilievo è stata eseguita mediante l’impiego di due micro-droni progettati per operare in ambienti chiusi, in condizioni di totale sicurezza. Questa tecnologia ha permesso di effettuare una documentazione completamente senza contatto, evitando qualsiasi interazione fisica con la superficie del mosaico.

Il rilievo aerofotogrammetrico è stato condotto interamente in aria, con acquisizione sistematica di immagini ad altissima risoluzione, successivamente elaborate per la produzione di una ortofotografia metrica e dettagliata.

L’obiettivo principale dell’intervento è stato quello di ottenere una ortofotografia ad alta definizione, utile per:

la documentazione scientifica dello stato di conservazione

il monitoraggio nel tempo del manufatto

il supporto a studi archeologici e diagnostici

la valorizzazione e divulgazione del bene culturale

L’approccio adottato rappresenta una soluzione innovativa e non invasiva, particolarmente adatta a contesti delicati come ambienti museali e biblioteche storiche.

L’attività è stata realizzata dal GREAL (Geographic Research and Application Laboratory), con la partecipazione della dottoressa Roberta Rodelli e del professore Gianluca Casagrande.

Il progetto è stato svolto a beneficio della Società Geografica Italiana, contribuendo all’integrazione tra tecnologie geomatiche avanzate e pratiche di tutela del patrimonio culturale.

Questo intervento dimostra come l’utilizzo di micro-droni indoor e tecniche aerofotogrammetriche rappresenti oggi una delle metodologie più efficaci per la documentazione dei beni culturali, garantendo al tempo stesso elevata precisione e totale rispetto dell’integrità delle opere.

Un modello operativo replicabile che unisce ricerca, tecnologia e conservazione, aprendo nuove prospettive per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico.

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