SONARCTC: Missione compiuta – Polarquest 2021

21 agosto 2021
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21 agosto 2021 Gianluca Casagrande

16 agosto 2021 La spedizione Polarquest2021 ha completato con successo il suo programma di mappatura dei fondali marini.

La spedizione Polarquest2021 ha completato con successo il suo programma di mappatura dei fondali marini, con la sua ultima scansione sonar a Bockfjorden a 79°5N, 13°4E. L’equipaggio, diretto dallo specialista di sonar Domink Pałgan e assistito dal coordinatore scientifico Gianluca Casagrande, dall’ingegnere di supporto Kevin Monneron e dallo studente di scienze ambientali Elias Meier, ha iniziato l’attività dopo aver lasciato Ny Alesund l’8 agosto, quando ha dispiegato un ecoscandaglio multibeam NORBIT Subsea iWBM 200 kHz , installato sul lato destro della piattaforma di poppa con le sue antenne GPS posizionate sopra il pozzetto di navigazione. La disposizione si è rivelata perfettamente integrata con la struttura e i sistemi interni della nave.

L’arrangiamento è stato sviluppato dalla dott.ssa Aleksandra Kruss, consulente scientifico del team di terra (Norbit e Università di Danzica), dallo skipper Giovanni Acquarone e dal coordinatore tecnico Michael Struik.

Il sensore multibeam è stato utilizzato per condurre due diversi tipi di rilievi speditivi: una scansione del percorso durante i transiti lungo l’area occidentale e nord-occidentale di Spitsbergen e Nordaustlandet, e un’indagine sistematica dell’area di ~25 km2 a sud-ovest di Lady Franklinfjorden, Nordaustlandet, fino a una distanza di circa 300 metri dal fronte del ghiacciaio Søre Franklinbreen, oltre l’80° parallelo.

L’attività ha permesso di produrre nuovi dati in regioni dell’arcipelago parzialmente o completamente inesplorate, individuando potenziali corridoi per la navigazione di acque molto basse in più punti: questi verranno riportati per aggiornare le carte di navigazione. La scarsa disponibilità di dati così dettagliati nell’area è apparsa evidente in quanto singole misurazioni di profondità indicate sulle mappe nautiche sono state spesso indicate dal sonar come corrispondenti a strutture morfologiche relativamente ampie e complesse sul fondo marino (ad esempio altipiani).

Le osservazioni nel Lady Franklinfjorden hanno prodotto nuovi dati dettagliati sulle caratteristiche del fondale marino in un sito praticamente sconosciuto e forniranno preziose informazioni sull’evoluzione dell’ambiente locale per quanto riguarda i ghiacciai e la loro dinamica. I primi risultati mostrano più file di morene (creste alte fino a pochi metri) orientate parallelamente al fronte del ghiacciaio, indicando la posizione del fronte del ghiacciaio nel passato geologico. Sono stati mappati anche diversi lineamenti incisi negli affioramenti del substrato roccioso, probabilmente associati a un ghiacciaio in avanzamento, a dimostrazione di quanto possa essere davvero potente il ghiaccio.

L’attività di mappatura conferma l’idoneità delle piccole imbarcazioni a svolgere tali attività nell’analisi di fondali marini in mari poco profondi e in particolare in prossimità delle coste, il che si rivelerebbe estremamente impegnativo per le navi da ricerca più grandi.

Durante tutto il processo di indagine, l’apparecchiatura NORBIT si è dimostrata costantemente affidabile e flessibile, senza inconvenienti relativi al sistema durante tutto il programma. In particolare, durante la mappatura in transito, ha spesso superato le aspettative in termini di velocità di scansione, operazioni di rilevamento nominale e capacità di riconoscimento del fondale fino a 6,5 nodi SoG in buone condizioni meteo/mare. Il sensore si è anche rivelato robusto operando in condizioni di mare relativamente agitato per lunghi periodi.