“1928-2018: Ritorno al Polo Nord”: 90 anni dopo, alla Spezia

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È fissato a sabato 10 novembre un nuovo appuntamento nel quadro del 90° anniversario dell’impresa del dirigibile ITALIA. Sede dell’evento è la Mediateca della Spezia. La rievocazione storica dell’impresa del dirigibile ITALIA, sarà occasione per un focus sulle prospettive e i problemi che interessano oggi la regione artica. Numerosi relatori interverranno per approfondire eventi storici importanti e ricordare personaggi come l’aviatore Umberto Maddalena, il giornalista Ugo Lago e l’esploratore Roald Amudsen. L’incontro sarà anche occasione per ascoltare le esperienze di ricercatori italiani ed internazionali impegnati in esplorazione e sperimentazione in Artide nel contesto attuale. Uno spazio particolare sarà riservato a presentare i risultati delle campagne di ricerca svolte dalle spedizioni PolarQuest 2018 e High North 18, rispettivamente condotte da un gruppo scientifico internazionale e dalla Marina Militare. Il GREAL ha partecipato attivamente alla prima, organizzando un proprio programma di ricerca in collaborazione con la Società Geografica Italiana.

I momenti dedicati all’attività scientifica e alla comunicazione si alterneranno ad altri specificamente dedicati alla rievocazione, al ricordo e alla suggestione. Saranno letti brani di lettere risalenti alle spedizioni del passato e verranno presentati documenti e immagini anche attraverso la presentazione di due diverse mostre videofotografiche. L’esposizione di strumentazione d’epoca, fra cui la leggendaria “Ondina 33”, radio di emergenza del dirigibile ITALIA. Il dispositivo, ricongiunto per la prima volta dopo 90 anni con le cuffie originali del radiotelegrafista Giuseppe Biagi, permise il ritrovamento e il soccorso dei superstiti della spedizione, da parte del rompighiaccio sovietico Krassin.

Proprio con la storica nave, oggi museo galleggiante a San Pietroburgo, verrà stabilito un collegamento per consentire l’intervento “a distanza” della direttrice, la Dott.ssa Irina Stont.

Al termine dei lavori del convegno, nel pomeriggio, si terrà anche una visita guidata presso il Museo Navale.

Il programma è consultabile a questo link.

 

Spedizione artica PolarQuest 2018: relazione sintetica

Fra il 21 luglio e il 4 settembre 2018 si è svolta la spedizione internazionale di ricerca e comunicazione scientifica “PolarQuest 2018”, a bordo del natante ecosostenibile NANUQ. La barca, di 18 m di lunghezza e 23 tonnellate di dislocamento ha compiuto una crociera in tre tratte per un totale di circa 3500 miglia nautiche, la maggior parte delle quali a nord del circolo polare artico. L’equipaggio, costituito da 10 componenti, ha svolto una serie di osservazioni e sopralluoghi, nonché tre programmi di attività scientifiche sotto l’egida di istituzioni italiane e straniere. Fra queste erano presenti anche la Società Geografica Italiana e il Geographic Research and Application Laboratory (GREAL) dell’Università Europea di Roma. Il viaggio e le attività a bordo, dai quali scaturiranno pubblicazioni scientifiche, sono stati documentati via Web e social network. Sono attualmente in montaggio un documentario televisivo e altri prodotti multimediali.

La spedizione si è svolta nel 90° anniversario dei voli artici del dirigibile ITALIA (1928); sono stati quindi anche previsti momenti commemorativi, con la presenza e/o l’endorsement di una delegazione di discendenti dell’equipaggio dell’aeronave.

Il viaggio di PolarQuest 2018 ha avuto inizio dal porto islandese di Isafjörður il 22 luglio, alla volta della Groenlandia e poi delle Isole Svalbard. NANUQ è arrivata nel capoluogo di queste ultime, Longyearbyen, il 2 agosto. La seconda tratta è iniziata da lì il giorno 4. Effettuata la circumnavigazione delle due isole maggiori dell’arcipelago (Spitsbergen e Nordaustlandet), NANUQ è rientrata a Longyearbyen il 24 agosto. L’ultima fase del viaggio è iniziata la sera del 25, con la partenza per la traversata del Mare di Barents, verso la Norvegia continentale. La spedizione si è conclusa il 4 settembre con l’arrivo a Tromsø.

Il 13 agosto NANUQ, portandosi nel punto più settentrionale della propria navigazione ha raggiunto una frangia di pack galleggiante all’estrema periferia della banchisa in coordinate 82°07’N, 25°25’E, a meno di 900 km dal Polo Nord. In quell’area sono stati svolti un campionamento di microplastiche e una misura di raggi cosmici. Entrambi sono da considerarsi, probabilmente, i massimi assoluti in latitudine per le rispettive attività.

L’imbarcazione Nanuq

NANUQ è un natante a vela-motore della lunghezza di 17,8 m e del dislocamento di 23 tonnellate. È stato realizzato su progetto dell’architetto Peter Gallinelli, esperto nella costruzione di barche ad

elevata efficienza energetica e a basso impatto ambientale. Dopo un primo ciclo di prove in mare nel 2014, nel 2015 NANUQ è rimasta per 11 mesi – compreso il periodo completo di svernamento – in Groenlandia. Nel corso della spedizione PolarQuest 2018, la barca ha svolto rispettivamente le sue 13^, 14^ e 15^ navigazione oltre il circolo polare artico. Il natante, che a vela raggiunge facilmente e supera i 10 nodi (18 km/h) è dotato anche di un motore diesel da 85 Hp. Quando viene utilizzato quest’ultimo, l’autonomia è di circa 2000 miglia nautiche (3700 km) a una velocità di crociera di 6,5 nodi (12 km/h). NANUQ può alloggiare fino a un massimo di 12 persone e per tale equipaggio può imbarcare acqua, provviste e riserve in grado di assicurare, in condizioni normali, completa autosufficienza per circa 30 giorni. Lo scafo, realizzato interamente in alluminio, è progettato con accorgimenti strutturali utili a sostenere condizioni meteomarine più severe di quelle mediamente affrontate da natanti di pari categoria e dimensioni.

Il concetto alla base della realizzazione di NANUQ è quello di presentare un esempio di barca ad elevata sostenibilità ambientale, destinata a operare nelle regioni polari in qualsiasi periodo dell’anno. Nucleo fondamentale del progetto è il “Passive Igloo”, ovvero un insieme di accorgimenti tecnici intorno ai quali sono realizzati gli spazi di lavoro e riposo all’interno della barca. NANUQ trae una parte significativa della propria energia elettrica da un generatore eolico e da quattro pannelli fotovoltaici, utili a ridurre la necessità di far ricorso al generatore tradizionale collegato al motore. Le pareti, gli oblò e gli spazi interni sono realizzati o coibentati con materiali ad alta efficienza energetica in grado di mantenere il calore emesso dalle persone e da vari apparati a bordo (dispositivi di navigazione, computer, cucina, ecc…).

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Vista di profilo e in pianta di NANUQ con indicazione semplificata degli allestimenti interni (immagine: Peter Gallinelli)


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NANUQ ferma tra i ghiacci nella sua zona di ancoraggio in Groenlandia durante la crociera artica del 2015 (immagine: Kalle Schmidt)


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NANUQ nel porticciolo della stazione scientifica di Ny Ålesund nella notte del 5 agosto 2018 (immagine: Gianluca Casagrande).

I programmi di attività scientifica

NANUQ, classificabile come “dimostratore tecnologico” di nuove soluzioni ecocompatibili per le costruzioni navali da diporto, è stata configurata come sustainable research vessel per la spedizione PolarQuest 2018. Il natante è stato quindi attrezzato come laboratorio per lo svolgimento di diverse attività di osservazione e ricerca scientifica. Carattere specifico del programma di tutta la spedizione è stato l’ampio ricorso a tecnologie ad alta accessibilità, low-cost e, per quanto possibile, assimilabili a quelle di categoria citizen science.

A bordo – e a terra durante le varie tappe del viaggio – sono stati condotti lavori riconducibili ai seguenti tre programmi di ricerca:

1-PolarquEEEst (Direzione: Centro Enrico Fermi e Museo della Fisica)

L’attività è stata diretta dal Centro Enrico Fermi in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e con il CERN di Ginevra. Si è trattato di un programma di misura e registrazione di raggi cosmici ad alte latitudini mediante un innovativo detector. L’apparecchio è stato costruito appositamente per imbarco su NANUQ e pertanto ha dimensioni e consumi ridotti rispetto alla strumentazione analoga di tipo tradizionale. Il cosmic-ray detector in questione, inoltre, è stato realizzato utilizzando componentistica low-cost e facendo partecipare all’assemblaggio studenti di scuole superiori italiane ed estere. La referente aggregata a bordo per il progetto è stata la Dott.ssa Ombretta Pinazza (INFN e CERN). Le registrazioni sono state condotte durante l’intera navigazione da Isafjörður a Tromsø.

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Il Cosmic-ray detector destinato all’imbarco su NANUQ durante le ultime fasi di assemblaggio al CERN di Ginevra (a sinistra) e nel suo alloggiamento sul soffitto della cabina anteriore del natante durante la navigazione (a destra). Immagini: PolarQuest 2018.

2-MANTANET (Direzione: ISMAR-CNR)

Rifacendosi anche ad una serie di attività già svolte – in altre aree – da NANUQ, nel corso di PolarQuest 2018 è stato effettuato un programma di campionamento di microplastiche galleggianti sia durante la prima tratta (Islanda-Groenlandia-Svalbard), sia durante la seconda (circumnavigazione delle Svalbard). Il progetto è stato diretto dall’Istituto di Scienze Marine del CNR (ISMAR) sotto la supervisione del Dott. Stefano Aliani. Le osservazioni a bordo di NANUQ sono state svolte da due giovani operatrici, l’attivista ambientale Safiria Buono (19 anni, Italia) e la co-skipper Mathilde Gallinelli Gonzalez (22 anni, Svizzera).

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La MANTANET trainata a bassa velocità da NANUQ durante un campionamento. Una rete a maglia sufficientemente fine può catturare frammenti di microplastiche. I campioni sono successivamente sottoposti ad analisi di laboratorio per studiare distribuzione e caratteristiche di questa forma di inquinamento (immagine: Gianluca Casagrande).

3-AURORA (Direzione: Società Geografica Italiana e GREAL – Università Europea di Roma)

Il progetto (il cui nome è l’acronimo di Accessible UAVs for Research and Observation in Remote Areas) è consistito in una proof-of-concept circa le possibilità e l’utilità di impiego, per osservazioni e documentazione geografica in ambienti artici, di droni, sensoristica e software di fascia consumer-level. Le prove sono state effettuate in diversi luoghi ritenuti esemplificativi. In tali contesti sono stati sperimentati diversi profili di utilizzo di queste tecnologie a scopo di ricerca e comunicazione: osservazione qualitativa e aerofotogrammetria, cartografia speditiva, rilevamento di fenomeni visibili nell’infrarosso termico e nell’infrarosso vicino. Particolare attenzione è stata riservata anche alla verifica del potenziale dei droni nella documentazione e nello story-telling di ambienti di particolare sensibilità ecosistemica. Ciò è parso rilevante in una regione come l’arcipelago delle Svalbard, nell’attuale fase di transizione da contesto anantropizzato a spazio sempre più sottoposto a pressione turistica e insediativa. Il responsabile del progetto è stato il sottoscritto, Prof. Gianluca Casagrande.

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Drone DJI Phantom 4 Pro con una fotocamera supplementare per misura degli indici NDVI della vegetazione dell’area sorvolata (immagine: Gianluca Casagrande).

 

L’equipaggio della seconda tratta: Circumnavigazione di Spitsbergen e Nordaustlandet 

La tratta principale della spedizione PolarQuest 2018 è stata la seconda. Essa ha compreso la circumnavigazione delle maggiori fra le isole Svalbard, ovvero Spitsbergen e Nordaustlandet. NANUQ è partita dal porto di Longyearbyen il 4 agosto e vi è rientrata il 24, compiendo un viaggio di circa 1500 miglia nautiche. Sono state effettuate soste in varie località ed è stato anche svolto un tratto di viaggio a carattere commemorativo, sulle tracce del dirigibile ITALIA, nel mare aperto a nord-est dell’arcipelago fino circa all’estremità della banchisa. Durante la seconda tratta si è avuto a bordo un equipaggio permanente di 10 persone, di cui 4 addette in prevalenza alla condotta e 6 ad attività scientifiche e di comunicazione. Altre persone si sono periodicamente aggiunte e alternate a bordo, per brevi tratti.

Di seguito si elencano i membri permanenti dell’equipaggio nella seconda tratta:

 

Peter Gallinelli (Australia)

Progettista, direttore della costruzione e skipper di Nanuq

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Paola Catapano (Italia)

Project leader PolarQuest 2018, divulgatrice scientifica, responsabile comunicazione audiovisiva CERN di Ginevra

Michael Struik (Paesi Bassi)

Coordinatore tecnico PolarQuest 2018, ingegnere, CERN di Ginevra

Ombretta Pinazza (Italia)

Responsabile progetto PolarquEEEst, fisico, dottore di ricerca in Ingegneria, INFN e CERN

Gianluca Casagrande (Italia)

Responsabile progetto AURORA, geografo, Società Geografica Italiana e Università Europea di Roma

Safiria Buono (Italia)

Responsabile progetto MANTANET, PolarQuest 2018, attivista ambientale

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Remy Andrean (Francia)

Navigazione e operazioni, velista.

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Mathilde Gallinelli (Svizzera)

Navigazione e operazioni (co-skipper), velista.

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Dolores Gonzalez (Spagna)

Navigazione e operazioni, velista.

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Alwin Courcy (Francia)

Cameraman e fotografo di bordo

Il percorso e le attività intorno alle Svalbard

La seconda tratta del viaggio si è svolta con alcune tappe in luoghi di interesse, sostanzialmente sul percorso Longyearbyen – Ny Ålesund – Nordaustlandet – Austfonna – Freemansundet – Hornsund – Pyramiden – Longyearbyen. In corrispondenza della Nordaustlandet NANUQ ha interrotto la navigazione costiera e si è portata in mare aperto per una navigazione storico-commemorativa sulle tracce del dirigibile ITALIA. Il 13 agosto ha raggiunto una posizione nelle immediate vicinanze del punto da cui fu lanciato il primo SOS dei naufraghi del dirigibile il 26/5/1928 (81°14’N, 25°25’E). Là, su mandato di una delegazione dei discendenti dell’equipaggio del dirigibile, è stata tenuta una breve cerimonia in ricordo degli aeronauti scomparsi, in rappresentanza della Società Geografica Italiana (sotto l’egida della quale volò l’ITALIA), dell’Aeronautica Militare, della Marina Militare, nonché dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia. NANUQ ha fatto poi rotta verso Nord, raggiungendo una zona di pack galleggiante all’estrema periferia della banchisa (82°07’N, 25°25’E).

Durante il viaggio sono state eseguite, in parallelo, attività inerenti i programmi di ricerca e comunicazione previsti a bordo.

Segue una serie di immagini relative alle attività svolte, con particolare riferimento al progetto AURORA.

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La traccia rossa mostra il percorso della seconda tratta di PolarQuest 2018 (fonte: Michael Struik).

4 Agosto. Visita a A NY ÅLESUND (Kings Bay) e cerimonia con delegazione di discendenti dell’equipaggio del Dirigibile Italia.

Il primo scalo della spedizione è avvenuto a Kings Bay, antica base dei dirigibili NORGE (1926) e ITALIA (1928). Vi si conserva ancora il pilone di ormeggio predisposto per entrambe le aeronavi. Nelle vicinanze sono visibili alcuni resti dell’hangar in legno e tela che fu progettato dall’italiano Felice Trojani e costruito da maestranze norvegesi. La Kings Bay, col piccolo insediamento di Ny Ålesund è oggi sede di un importante insediamento scientifico internazionale (immagine Gianluca Casagrande).

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La base “Dirigibile ITALIA” del CNR. Il personale di ricerca presente sul posto ha fornito una fondamentale e cortese assistenza all’equipaggio di NANUQ nello svolgimento di alcuni interventi manutentivi urgenti nelle prime fasi del viaggio (immagine: Gianluca Casagrande).

8 Agosto. Ricognizione aerea speditiva del sito storico di Virgohamna, Isola Danese (DANSKØYA).

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Screenshot ripreso da drone in avvicinamento alla spiaggia di Virgohamna (Danskøya). Da questo luogo, oggi deserto e ad accesso regolamentato, partirono le spedizioni polari di Andrée (1897) e Wellman (1906, 1907 e 1909). Per l’impossibilità di scendere a terra, la ricognizione circa lo stato attuale del sito è stata effettuata lanciando due droni da NANUQ ancorata a breve distanza dalla spiaggia (immagine: Gianluca Casagrande).


Il sito di Virgohamna nel 1906 ai tempi della prima spedizione Wellman. Sulla sinistra della foto è visibile l’hangar del dirigibile AMERICA. A destra, in primo piano, resti di installazioni della spedizione di Andrée di nove anni prima. All’epoca in cui fu scattata la foto si sapeva solo che Andrée e i suoi due compagni Fraenkel e Strindberg erano scomparsi misteriosamente nel tentativo di raggiungere il Polo Nord a bordo della mongolfiera Örnen. Le loro salme, i documenti e le foto scattate nella tragica spedizione furono scoperti casualmente sull’Isola Bianca (Kvitøya) nel 1930. (Immagine: collezione North Pole Expedition Museum, Longyearbyen).


Foto nadirale da drone dei resti delle antiche installazioni di Virgohamna riprese nell’immagine precedente. Sulla sinistra, lungo la riva, è visibile un rudere della Pike’s House (1882), usata dalla spedizione di Andrée. A destra è ben riconoscibile la struttura lignea, ormai completamente al suolo, dell’hangar costruito dall’esploratore statunitense Wellman (immagine: Gianluca Casagrande).


Elaborazione del modello fotogrammetrico 3-d provvisorio del sito di Virgohamna realizzato già a bordo di NANUQ a partire dalle immagini ricavate nei voli (immagini ed elaborazione: Gianluca Casagrande).

9 Agosto. Trollsprings (Hoodfjorden).

 

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Foto ripresa da drone che mostra la valle al limite meridionale del Hoodfjorden (l’inquadratura è orientata quasi esattamente verso nord). Il sito è stato visitato il 9 agosto da un gruppo di ricognizione di PolarQuest 2018. Il motivo di interesse era la presenza di una zona di residuale attività idrotermale in una delle aree delle Svalbard settentrionali dove è attestata un’antica attività vulcanica. La zona, definita anche col toponimo di “Trollsprings” è visibile lungo la striscia di vegetazione più evidente allineata quasi nord-sud. Sul posto sono presenti pozze d’acqua a temperatura costante nell’ordine di 20°C (immagine: Michael Struik).


Coppia di immagini nella luce visibile (a sinistra) e infrarosso termico (a destra, ruotata). Essa dimostra la capacità di un piccolo sensore termografico di identificare la presenza di hotspot nel terreno tutt’intorno alle sorgenti idrotermali (immagini di Michael Struik e Gianluca Casagrande).


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Modello aerofotogrammetrico tridimensionale speditivo dell’area delle Trollsprings, realizzato a partire dalle immagini di un microdrone FTD Spark. In questo sito un gruppo di ricerca del CNR aveva lasciato nel 2008 alcune sonde per effettuare misure ambientali. A causa dell’annullamento di una spedizione che era stata prevista per qualche tempo dopo, non era stato più possibile recuperare i sensori. Al gruppo di ricognizione di PolarQuest 2018 era stato pertanto richiesto di individuare le sonde e se possibile recuperarle. Il personale tuttavia ha desistito dal tentativo dopo aver riscontrato che nei punti indicati come posizione degli strumenti appariva abbondantemente sviluppato, nell’arco appunto dei dieci anni trascorsi, un delicato ecosistema di cui si temeva il danneggiamento (foto ed elaborazione: Gianluca Casagrande).

11 Agosto: Nord-kapp. Tentativo di individuazione cairns spedizioni Albertini (1928-1929)

Ripresa effettuata da drone di due “cairn” (piccole cataste di pietre) sulla cima dell’altura di Capo Nord delle Svalbard (Nord-Kapp). Nell’area compresa fra Nord-Kapp, Kapp Rubin e Kapp Platten il gruppo di ricerca ha effettuato un’estesa ricognizione sia mediante sopralluoghi a terra, sia mediante osservazione del litorale da gommone, sia mediante riprese aeree con droni. Lo scopo dell’attività era tentare l’individuazione di cairns riconducibili alle spedizioni condotte dall’ingegnere italiano Gianni Albertini nel 1928 e 1929. Nonostante il tentativo di individuazione non abbia prodotto risultati conclusivi, si è facilmente accertata la validità del metodo di lavoro. Fra l’altro, si è potuta verificare la particolar efficacia del drone come mezzo da ricognizione per questo tipo di emergenza archeologica. Il suo impiego consente infatti di allargare in modo significativo le possibilità di ricerca durante i sopralluoghi a terra (immagine: Gianluca Casagrande).

13 Agosto. Cerimonia in mare in prossimità del punto di caduta del Dirigibile Italia.

La cerimonia è stata tenuta dall’equipaggio di NANUQ secondo il programma previsto originariamente, nonostante le cattive condizioni meteorologiche.

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Paola Catapano legge, in Francese e Italiano, il testo introduttivo della cerimonia (immagine: Alwin Courcy).


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Gianluca Casagrande legge la “Preghiera degli esploratori dell’aeronave ‘ITALIA’” (originariamente composta per l’equipaggio nel 1928, prima del disastro). (immagine: Alwin Courcy).


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Peter Gallinelli depone in mare la croce lignea consegnata all’equipaggio di NANUQ dal Rettore della Pontificia Università Gregoriana. La croce è vincolata ad un peso per assicurarne la discesa sul fondo. (immagine: Alwin Courcy).


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Safiria Buono depone in mare una corona di fiori, affidata a PolarQuest 2018 da parte della delegazione dei discendenti dell’equipaggio del dirigibile ITALIA. (immagine: Alwin Courcy)

13-14 Agosto. Raggiungimento pack galleggiante in posizione 82°07’N, 25°25’E

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Mathilde Gallinelli a prua di NANUQ durante la navigazione verso il limite dei ghiacci (immagine: Gianluca Casagrande).


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La prima formazione di ghiacci distaccatisi dalla periferia del pack raggiunta da NANUQ alle 16.50 del 14 agosto (immagine: Gianluca Casagrande).


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(immagine: Gianluca Casagrande).

16 Agosto. Ricognizione dell’Isola degli Alpini (ALPINIØYA).

L’Isola degli Alpini è stata scoperta ufficialmente nell’estate 1928 dal militare italiano Gennaro Sora. Egli era impegnato, con il compagno di viaggio e guida artica Sief van Dongen, nelle ricerche dei naufraghi del dirigibile ITALIA. Alpiniøya è una piccola formazione rocciosa dell’area di circa 1 kmq, caratterizzata da variabile presenza di fauna. Benché sia del tutto disabitata e visitata assai di rado, l’isola è apparsa ingombra di detriti lignei e di plastica. Questi ultimi sono apparsi in notevole quantità e per lo più interpretabili come derivanti da attività di pesca. Tale forma di inquinamento è stata osservata da PolarQuest 2018 in una larga maggioranza dei luoghi visitati durante la spedizione.

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Dopo aver fatto sbarcare alcuni osservatori, Michael Struik risale a bordo del tender in procinto di ripartire alla volta di NANUQ -visibile sullo sfondo- per prelevare un secondo gruppo (immagine: Gianluca Casagrande).


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La foto mostra Safiria Buono in attesa a protezione del gruppo di osservatori sulla spiaggia di Alpiniøya. Oltre al fucile di grosso calibro, gli osservatori avevano una o più pistole lanciarazzi come arma di avvertimento e si mantenevano in contatto radio con il personale rimasto a bordo di NANUQ e sul tender.

In base alla normativa vigente alle Svalbard, tutte le persone che si recano nelle zone disabitate devono obbligatoriamente disporre di almeno un accompagnatore armato per far fronte ad eventuali – benché molto rari – attacchi di orsi bianchi. Poche settimane prima un orso polare era stato abbattuto nelle Svalbard settentrionali per aver assalito escursionisti della nave Bremen. Durante la spedizione PolarQuest 2018, l’equipaggio ha avvistato un totale di 7 orsi (uno in agguato su una spiaggia dell’isola di Storøya, più tardi quello stesso giorno). Tuttavia, non si sono mai verificate condizioni di pericolo che imponessero una difesa con armi (immagine: Gianluca Casagrande).

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Alcuni frammenti di materiali plastici dispersi su un breve tratto di spiaggia di Alpiniøya (immagine: Gianluca Casagrande).


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Modello aerofotogrammetrico 3-d speditivo dell’Isola degli Alpini. È stato realizzato in circa 40 minuti di volo con drone e circa 60 minuti di elaborazione al computer a bordo di NANUQ (immagini: Michael Struik, elaborazione: Gianluca Casagrande).

16 Agosto. Percorso lungo il fronte orientale e meridionale del ghiacciaio Austfonna.

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16 agosto. Michael Struik e Alwin Courcy impegnati nel loro turno di sorveglianza durante la navigazione di NANUQ. Fra i compiti di tutti i membri dell’equipaggio, indistintamente – tranne nei casi di spostamenti brevi o periodi all’ancora – vi erano turni di sorveglianza di 2 ore. Essi erano intervallati da 7 ore libere per altri lavori o riposo. Questi cicli di 9 ore, unitamente alla presenza continuativa di luce diurna, hanno contribuito a creare periodici disorientamenti sulla percezione degli orari e sui cicli sonno-veglia (immagine: Gianluca Casagrande).

Il 16 agosto, mentre costeggiava l’Austfonna, esteso ghiacciaio sul versante orientale e meridionale della Nordaustlandet, NANUQ era ripresa con un video da un drone pilotato da Michael Struik. La sequenza di immagini mostra il distacco di una grande formazione di ghiaccio dalla parete frontale. Questo tipo di fenomeno è abbastanza comune da osservare ma – com’è intuibile – raramente si verifica proprio al centro dell’inquadratura di un drone. Il mezzo ha quindi potuto prontamente avvicinarsi, mentre la barca si disponeva per precauzione con la prua alle onde (immagini: Michael Struik).

Screenshot da ripresa aerea con drone che mostra NANUQ mentre attraversa una zona di piccoli ghiacci galleggianti, fendendoli (immagine: Michael Struik).


Davanti a un ghiacciaio vanno alla deriva iceberg di ogni forma, dimensione, colore e trasparenza (immagine: Gianluca Casagrande).


(immagine: Gianluca Casagrande)

19 Agosto. Aerofotogrammetria speditiva del ghiacciaio Inglefieldbreen

Fra gli obiettivi di PolarQuest 2018 vi era quello di spingersi nella baia denominata Inglefieldbukta per compiere un’osservazione del ghiacciaio Inglefieldbreen. Tale ghiacciaio era stato precedentemente soggetto a monitoraggio periodico da parte del gruppo di lavoro della barca da osservazione scientifica “Vagabond”. Esso aveva esplicitamente chiesto l’intervento di NANUQ, una volta messo al corrente del programma di operazioni di PolarQuest 2018. In tale contesto è stata quindi svolta un’aerofotogrammetria speditiva georiferita del fronte del ghiacciaio, formazione estesa linearmente per circa 3 km.

Screenshots di modello aerofotogrammetrico tridimensionale ricavato mediante lancio di un drone da NANUQ in prossimità del ghiacciaio (immagini: Michael Struik. Elaborazione: Gianluca Casagrande)

21 Agosto. Visita al fiordo di Hornsund.

Il 21 agosto è stata visitato Hornsund, sede della stazione scientifica polacca fondata alla fine degli anni ’50. La zona è di particolare rilievo naturalistico.

Nanuq ripresa dal drone il 21 agosto durante un tratto di percorso a vela (screenshot da video di Michael Struik).


La stazione scientifica polacca di Hornsund (immagine: Gianluca Casagrande)


Ripresa da micro-drone (FTD Spark). Immagine NIR+R di una zona di tundra presso la stazione scientifica (a sinistra) ed elaborazione indice NDVI a partire dalla stessa immagine (a destra). Nell’immagine a destra le chiazze di colore giallo indicano presenza di vegetazione fotosinteticamente più attiva (immagini: Gianluca Casagrande).


Per lo spostamento dei materiali dalle navi rifornitrici alla stazione scientifica sono occasionalmente usati mezzi anfibi di grande capacità; tuttavia il loro impiego è fortemente limitato dai danni che possono provocare al delicato fondo di tundra situato fra la stazione e la spiaggia (immagine: Gianluca Casagrande).


“Incontro ravvicinato” con una femmina di orso (a destra) e due suoi piccoli. Gli animali si erano appena cibati di una foca e riposavano su alcuni lastroni di ghiaccio. NANUQ ha potuto avvicinarsi, in lento moto, fino a una distanza di 40-50 metri (immagini: Gianluca Casagrande).

23 Agosto. Visita a Pyramiden

Pyramiden è stata una città mineraria sovietica (poi russa), fondata nel 1927. Essa era funzionale all’estrazione del carbone dalle miniere dell’omonima montagna, ai piedi della quale è stato fondato l’insediamento. La città era gestita dalla compagnia di estrazione Arktikugol; è stata chiusa e abbandonata nel 1998. Gran parte degli edifici, recentemente, è stata assoggettata a tutela ed è stato istituito un servizio di sorveglianza e manutenzione. La prospettiva sembra essere quella di un rilancio, almeno parziale, del sito come bene storico e turistico. Durante la stagione estiva la “città fantasma” – in effetti vi è stato riattivato un albergo – è meta di frequenti tour guidati. Il gruppo di PolarQuest 2018 ha visitato il sito con specifico interesse per le strutture che risultano tuttora in completo abbandono. Fra queste vi è un capannone industriale e il complesso impianto della funicolare che saliva al livello delle miniere. La visita ha evidenziato lo stato corrente di notevole degrado e la presenza di hazard potenziali, almeno rispetto alla fruizione turistica che si tende a ristabilire.

La zona verso il porto di Pyramiden ripresa dalla cima della funicolare (immagine: Gianluca Casagrande).


L’area centrale di Pyramyden. L’edificio chiaro sul fondo è divenuto zona di nidificazione per avifauna selvatica, una sorta di singolare “scogliera artificiale” (immagine: Gianluca Casagrande).


La Casa della Cultura è uno degli edifici visitabili nei tour guidati (immagine: Gianluca Casagrande).


Un tratto della funicolare di servizio abbandonata (immagine: Gianluca Casagrande).


Un bulldozer fuori uso presso un capannone industriale in degrado (immagine: Gianluca Casagrande).


L’equipaggio di NANUQ appena rientrato a Longyeabyen il 24 agosto. In piedi, da sinistra a destra: Gianluca Casagrande, Paola Catapano, Peter Gallinelli, Alwin Courcy, Safiria Buono, Mathilde Gallinelli, Dolores Gonzalez, Michael Struik. Seduti sul Cosmic Ray Detector: Ombretta Pinazza e Remy Andrean (immagine: Ludovico Machet).

POLARQUEST 2018 Training Meeting | Geneva, 23-24 giugno 2018

Continuano i preparativi per la spedizione PolarQuest 2018.

Il 23 e 24 giugno si è tenuto a Ginevra il secondo training meeting dell’equipaggio della spedizione.

La sessione di attività ha previsto una dettagliata presentazione del percorso e delle procedure da seguire durante il viaggio di NANUQ. Particolare attenzione è stata rivolta ai dispositivi di sicurezza e sopravvivenza.

E’ stata tenuta una demo sui sofisticati giubbotti di salvataggio necessari in molte operazioni a bordo e durante gli sbarchi e i reimbarchi agli approdi. Nel pomeriggio del 23 l’equipaggio è stato condotto a un poligono di tiro per familiarizzarsi con l’uso di armi da fuoco. La dotazione di armi è obbligatoria ai sensi della normativa vigente presso le Isole Svalbard ed è pensata per costituire un’estrema difesa degli operatori da eventuali – benché estremamente improbabili – attacchi da parte di orsi polari.

Sempre a scopo di familiarizzazione tecnica, alcuni membri del gruppo di lavoro hanno più tardi visitato “Strana”, un’imbarcazione a vela di 10 tonnellate, in allestimento, costruita secondo un design analogo e con criteri identici a quelli seguiti per NANUQ.

NANUQ si trova attualmente nel porto islandese di Isafjordur da dove partirà il 21 luglio per raggiungere le isole Svalbard fra il 1° e il 3 agosto. Sono attualmente in corso gli ultimi preparativi per l’imbarco delle attrezzature.

 

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Il comandante della spedizione, lo skipper Peter Gallinelli (Sailworks, Svizzera), progettista e costruttore di NANUQ, presenta il briefing dettagliato sulla navigazione prevista e le procedure di bordo (immagine G. Casagrande).

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Briefing dimostrativo sull’uso dei dispositivi di emergenza forniti in dotazione a NANUQ dalla società britannica Survitec. I giubbotti salvagente sono a gonfiaggio rapido sia manuale che automatico. Quest’ultimo si attiva dopo alcuni secondi dall’entrata in acqua, in modo da riportare a galla anche una persona incosciente, con il giusto orientamento per consentirne la respirazione. A sinistra è Rémy Andrean, co-skipper di NANUQ. (immagine: G. Casagrande).

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Gianluca Casagrande (Società Geografica Italiana e GREAL) all’uscita dopo la visita a “STRANA”. Si tratta di una barca da 10 tonnellate grande poco più della metà di NANUQ e realizzata secondo gli stessi criteri costruttivi. Essendo il natante in allestimento, la visita di familiarizzazione ha consentito di mostrare alcuni dettagli costruttivi tipici del “Passive Igloo Project” (immagine: M. Tomaselli).

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Un ricetrasmettitore satellitare IRIDIUM, necessario per consentire alcune comunicazioni nei tratti di navigazione dove non siano disponibili altri servizi. Grazie a questo dispositivo, NANUQ potrà trasmettere giornalmente brevi dirette audio/video sul proprio viaggio e scambiare messaggi testuali per comunicare e ricevere informazioni di servizio (immagine: G. Casagrande).

Polar Quest 2018: alla ricerca del Dirigibile Italia con i droni del GREAL

Proseguono i preparativi della missione scientifica Polar Quest 2018 che vedrà la partecipazione del GREAL con il suo direttore, Prof. Gianluca Casagrande.

Durante la missione, i droni configurati dal GREAL saranno utilizzati per procedere alla mappatura geografica di alcune isole delle quali, finora, esistono solo rilievi satellitari, e alla ricerca del Dirigibile Italia, scomparso nel 1928  dopo aver raggiunto il Polo Nord in una spedizione scientifica.

In questo video trasmesso dalla trasmissione RAI “La vita in diretta” sono illustrati gli strumenti sonar che saranno utilizzati durante la missione Polar Quest 2018 di Paola Catapano, che partirà questa estate.

 

La frontiera percepita. Creare, espandere, abbattere confini nel Medioevo

Nelle giornate del 31 maggio e del 1° giugno 2018, presso il Dipartimento di Storia, Culture e Religioni dell’Università di Roma – La Sapienza, si è tenuta la seconda edizione del seminario annuale L’Apprendistato dello Storico organizzato dai dottorandi di Storia Medievale del Dottorato in Storia, Antropologia e Religioni della medesima università.

Il convegno, intitolato La frontiera percepita. Creare, espandere, abbattere confini nel Medioevo, ha visto confrontarsi tra loro quindici giovani studiosi italiani e stranieri (laureati, dottorandi e dottori di ricerca), due key lecturer e cinque discussant di alto profilo accademico, su argomenti di varia natura legati dal fil rouge delle ricerche sugli spazi e sui luoghi frontialieri in un contesto geografico molto ampio: dall’area iberica a quella bizantina e al Mediterraneo, dall’Italia centrale a quella settentrionale.

Il tema della frontiera e, più in generale, dei confini è del resto decisamente attuale. L’obiettivo del convegno è stato quello di indagare tutte le possibili sfaccettature del fenomeno frontaliero (geografiche, politiche, culturali) declinandolo in vari modi a seconda dei contesti locali in età medievale.

Il GREAL è stato presente con la partecipazione, sia come membro del Comitato scientifico sia come relatore, del dott. Davide Del Gusto, il quale ha tenuto una relazione intitolata “La frontiera del Sangro e del Pescara, dalla formazione di una rete monastica alla dominazione locale normanna (X-XII secolo)”.

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Scarica la locandina del convegno

90° anniversario della spedizione artica del dirigibile ITALIA

Giovedì 24 e venerdì 25 maggio 2018 si terrà il Convegno Internazionale per commemorare il 90° anniversario della spedizione artica del dirigibile ITALIA (1928).

L’evento mira a ripercorrere aspetti di rilievo di quello storico sorvolo del Polo Nord e della grande operazione di salvataggio internazionale avviatasi allorché l’aeronave, giunta ormai in prossimità della sua base alle Isole Svalbard, cadde sul pack per ragioni mai chiarite.

L’iniziativa ha anche l’obiettivo di presentare prospettive presenti e future della ricerca polare e dell’Artide in una fase storica in cui quest’ultima perde definitivamente l’antica connotazione di spazio anecumenico, assumendo quella di regione per la presenza e le attività umane.

La valenza commemorativa del convegno sarà solennizzata da un sorvolo celebrativo delle Frecce Tricolori – Pattuglia Acrobatica Nazionale.

Gianluca Casagrande, Direttore del GREAL, parteciperà all’evento con due relazioni, una per ciascuna delle due giornate:

  • 24 maggio, ore 10.30: Airship ITALIA to the Artic and in History;
  • 25 maggio, ore 11.00: Small drones for Geographic Observation in the Artic – a Test Implementation.

La prima giornata di giovedì 24 maggio, si svolgerà presso la sede della Società Geografica Italiana, Palazzetto Mattei in Villa Celimontana (Via della Navicella, 12 – Roma),  nell’Aula “Giuseppe Dalla Vedova”, la seconda giornata avrà invece luogo presso il Museo dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle (Via Circumlacuale snc), sul lago di Bracciano.

Per la seconda giornata di convegno è stato organizzato un servizio navetta gratuito per il Museo di Vigna di Valle, che partirà alle ore 8.15 dal piazzale antistante Villa Celimontana e riporterà poi i partecipanti alle ore 16.00 circa, nello stesso luogo.

La navetta è disponibile per un massimo di 40 posti, si prega quindi chiunque fosse interessato ad usufruirne di voler comunicare la richiesta alla Segreteria della Società Geografica Italiana all’indirizzo servizi@societageografica.it.

La locandina dell’evento è disponibile su questo link.

Percorsi, sostenibilità e turismo

Il workshop, che ha avuto luogo il 12 aprile 2018 all’Università Europea di Roma, ha avuto come obiettivo principale l’approfondimento di alcuni percorsi legati alla sostenibilità e al turismo.

Il territorio, in particolare, risulta essere il protagonista principale da tutelare e da valorizzare anche da un punto di vista del turismo. 

La sostenibilità ha fatto da filo conduttore per i vari interventi.

Il dott. Dettorre si è occupato del tempo delle politiche macroregionali, in particolare in ambito europeo.

La dott.ssa Lalli, vicepresidente di Federturismo, si è occupata del turismo termale, come percorso del benessere, tenendo conto della specificità e dell’innovazione in questo settori.

La dott.ssa Sainato si è concentrata sulla rilevanza nel sistema sanitario e legislativo del turismo termale.

Infine, la prof.ssa Iacopino ha affrontato il tema del turismo sociale, tema dove la sostenibilità e la professionalità diventano essenziali per operare. 

 

 

Droni, Territorio e Paesaggio alla Notte Europea della Geografia

Il GREAL, in occasione della Notte della Geografia 2018, ha organizzato l’evento: I Droni, il Territorio, il Paesaggio: descrivere gli spazi, raccontare i luoghi.

L’appuntamento è per venerdì 6 aprile, dalle ore 16:00 alle ore 20:00, presso l’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190).

L’evento vuole essere un’opportunità di incontro e divulgazione sulle nuove prospettive offerte dalla tecnologia. Indagine tecnica e racconto umanistico: sono queste due “anime” che, in mille sfaccettature di metodi e obiettivi, orientano ad una sempre migliore comprensione dell’ambiente, del territorio e del paesaggio.

Geografi, ingegneri e professionisti condivideranno le loro esperienze in una serata a carattere divulgativo, fra presentazioni accademiche, testimonianze di lavoro e laboratori dimostrativi e didattici.

L’incontro è composto da due sessioni paralleletre laboratorie una mostra statica.

La prima sessione è organizzata dall’Ordine degli Ingegneri di Roma e Provincia in collaborazione col GREAL. Essa ha per oggetto la “descrizione degli spazi” fisici, dal punto di vista tecnico e normativo. La sessione ha valenza di “Convegno” riconosciuto dall’Ordine e dà luogo al rilascio di crediti formativi professionali per gli ingegneri: tuttavia è aperta a chiunque sia interessato agli argomenti trattati. La seconda sessione è proposta dal GREAL e ha per oggetto il “racconto dei luoghi” in senso umanistico, storico e culturale. Essa presenta l’utilità dei droni come strumenti per osservare, narrare e descrivere i luoghi fra passato, presente e scenari futuri. La sessione è liberamente accessibile al pubblico.

La seconda sessione è proposta dal GREAL e ha per oggetto il “racconto dei luoghi” in senso umanistico, storico e culturale. Essa presenta l’utilità dei droni come strumenti per osservare, narrare e descrivere i luoghi tra passato, presente e scenari futuri. La sessione è liberamente accessibile al pubblico.

tre laboratori sono rivolti a dimostrare alcune delle tecnologie impiegate per la cartografia, la modellazione tridimensionale e il remote sensing.

Il primo laboratorio, organizzato dall’azienda FlyToDiscover, presenta i droni multi-rotori come piattaforme volanti per ripresa e osservazione dell’ambiente, del paesaggio e del territorio.

Il secondo laboratorio, organizzato dal GREAL in collaborazione con la cooperativa archeologica Poleis S.C.a r.l., è dedicato ad alcune tecnologie, complementari ai droni, utili all’elaborazione e rappresentazione di contenuti geografici.

Il terzo laboratorio, organizzato dal GREAL e dal Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università Europea di Roma, è rivolto alle potenzialità di utilizzo dei droni nella didattica della geografia.

Programma dell'evento

Ore 16.00 – Saluti introduttivi

Prof. P. Pedro Barrajon, LC Rettore dell’Università Europea di Roma

Ing. Carla Cappiello, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma

Prof. Gianluca Casagrande, Direttore del GREAL – Università Europea di Roma


Ore 16.20 – 20.00 Sessione parallelaDescrivere gli Spazi: mini-droni e micro-droni per l’osservazione del territorio” in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma

Introduzione ai lavori

Ing. Francesco Marinuzzi (Consigliere dell’Ordine degli Ingegneri di Roma e Provincia)

Chair: Ing. Flavio Franco (Presidente Commissione APR)

Tecnica, umanesimo e crowd-sourcing: i Droni per l’osservazione del paesaggio e dell’ambiente

Prof. Gianluca Casagrande (GREAL, Università Europea di Roma)

I mini-droni per il rilievo del territorio

Ing. Davide Tognazzi (Commissione APR, Ordine degli Ingegneri di Roma)

Impiego professionale di Sistemi APR: il regolamento ENAC e la sicurezza delle operazioni specializzate

Ing. Eligio Anfolsi Schiavitti (Vice-Presidente Commissione APR, Ordine degli Ingegneri di Roma)

Mini Droni e Micro Droni: lo scenario italiano tra presente e futuro

Dott. Luciano Castro (Giornalista, Presidente Roma Drone)

Geomatica dei Sistemi APR: dal Geodeta ai Geodati

Prof. Ing. Renzo Carlucci (Direttore di GeoMedia, rivista italiana di geomatica)

Sistemi APR per l’osservazione del territorio: protezione dei dati e privacy ai sensi del nuovo regolamento UE

Ing. Manuel Pici (Commissione APR, Ordine degli Ingegneri di Roma)

Utilizzo dei Data Center per applicazioni Geografiche

Ing. Francesco De Angelis, PhD (GREAL, Università Europea di Roma)


Ore 16.20 – 20.00 Sessione parallela: “Raccontare i luoghi: i droni come strumenti per lo sguardo geografico”.

Chair: Prof. Gianluca Casagrande

Coi droni alla ricerca dei paesaggi passati. Alcune prospettive

Prof. Marco Fabbri (Università di Tor Vergata)

Droni e tecnologie complementari per la rappresentazione del cultural heritage

Dott. Emiliano Tondi (Poleis S.C.a r.l.)

Vivere i luoghi trascorsi: tecnologie ed esperienza degli spazi vissuti

Dott. Francesco Laddaga (Poleis s.c. a r.l.)

I droni e i luoghi del presente: le sfide di una professione

Sig. Sandro Russello (FlyToDiscover)

Small UAVs in ambiente artico: sguardi dall’alto su luoghi futuri

Prof. Gianluca Casagrande (GREAL, Università Europea di Roma)

Droni e luoghi: realtà e immaginario come asset di comunicazione

Prof. Alessandro Prunesti (GREAL, Università Europea di Roma)

Nuove tecnologie e racconto geografico

Prof.ssa Luisa Carbone (LAI&GIS, Università della Tuscia)

Le tecnologie “povere” e il racconto dei luoghi amati. Un’esperienza

Dott. ssa Cristina Ioannilli (GREAL, Università Europea di Roma)

Droni e rappresentazioni in stampa 3d

Dott.ssa Claudia Carpineti (GREAL, Università Europea di Roma)

Droni e cartografia GIS per il racconto dei luoghi storici

Dott.ssa Flavia Ruggieri (Società Geografica Italiana)

Potenzialità dei droni nella valorizzazione dei luoghi di interesse pubblico

Dott. Danilo Testa (Università di Roma Tor Vergata)


Laboratorio: il volo del drone (FlyToDiscover)

L’azienda FlyToDiscover effettua sessioni dimostrative e di laboratorio con droni-modelli in volo entro uno spazio chiuso protetto (la cosiddetta “voliera”). Lo scopo è mostrare le caratteristiche dei multirotori e offrire un “assaggio” dell’esperienza di condurli, apprezzando le differenze di caratteristiche e prestazioni tra diverse macchine.

Laboratorio: le tecnologie complementari (GREAL – Poleis S.C. a r.l.)

Poleis S.C. a r.l. e il GREAL espongono e dimostrano alcuni esempi di tecnologie complementari alla realizzazione di cartografia, modelli tridimensionali e telerilevamento con droni (GIS – elaborazioni fotogrammetriche – stazione totale – GPS singolo e differenziale – termografia – acquisizione immagini nell’infrarosso vicino)

Il laboratorio, organizzato dalla Prof.ssa Carmen Bizzarri, è rivolto ad illustrare le opportunità di utilizzo delle immagini aeree per la didattica della geografia, sia rispetto a fenomeni ambientali, sia con riferimento a fenomeni antropici (insediamento, uso del suolo ecc.), dimostrandone le possibilità d’uso mediante esercitazioni con gli allievi del Corso di Scienze della Formazione Primaria dell’Università Europea di Roma.

Mostra statica di droni e sensori

Aziende, laboratori e studi professionali impegnati nella costruzione, vendita e offerta di servizi con droni esporranno in stand esemplari di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto e forniranno spiegazioni tecniche, anche con l’ausilio di immagini e filmati, sulle caratteristiche e le possibilità di impiego delle diverse tipologie di mezzi.

Il GREAL nell’Artico con PolarQuest 2018

Il Geographic Research and Application Laboratory dell’Università Europea di Roma parteciperà alla spedizione PolarQuest 2018 con un programma di ricerca sull’osservazione geografica mediante l’utilizzo di droni. La spedizione, attualmente in fase avanzata di preparazione, è mirata a coniugare ricerca scientifica e divulgazione su alcuni fenomeni di rilievo che investono l’ambiente artico.

Il programma di attività prevede una crociera scientifica della barca a vela sperimentale NANUQ.

Il natante, della lunghezza di 60 piedi (18,2 m) è stato progettato dallo scienziato svizzero Peter Gallinelli in base a criteri di architettura passiva.

Questo approccio costruttivo consente di operare a lungo in condizioni di elevata efficienza energetica e basso impatto ambientale.

Al particolare allestimento dello scafo da parte del costruttore è seguito l’avvio di un suo adattamento alla funzione di laboratorio scientifico navigante.

Tre i programmi sperimentali a bordo, diretti rispettivamente dal Centro Fermi dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), dall’Istituto di Scienze Marine del CNR (ISMAR-CNR) e dal GREAL. Il primo rientra nell’attività “Extreme Energy Events” e prevede l’imbarco su NANUQ di un rilevatore per raggi cosmici destinato a operare ad alte latitudini. Il secondo programma è rivolto al campionamento sistematico e allo studio della distribuzione di macro/microplastiche nelle acque, mediante un dispositivo chiamato “MANTANET”.

Il terzo programma, infine, diretto dal GREAL, punta a condurre una serie di ricognizioni di alcuni ambienti costieri con l’impiego di mini-droni. Il razionale di questa specifica attività è fornire indicazioni metodologiche per applicare queste tecnologie alla ricerca scientifica e alla comunicazione culturale degli ambienti artici. 

NANUQ partirà il 21 luglio dall’Islanda e raggiungerà le isole Svalbard (arcipelago nell’Oceano Artico) per uno scalo tecnico nei primi giorni di agosto. Il 4 del mese salperà dal porto di Longyearbyen tentando la circumnavigazione delle isole, con una breve tappa presso la base scientifica di Ny Aalesund e diverse soste osservative lungo le coste settentrionali di Nordaustlandet. Nella seconda metà di agosto, se le condizioni dei ghiacci lo permetteranno, NANUQ si porterà più a nord, in mare aperto, per una visita nella zona dove nel 1928 scomparve il dirigibile ITALIA, il cui relitto non è stato mai individuato.

Dopo un ulteriore scalo a Longyearbyen la barca ripartirà il 25 agosto alla volta del porto norvegese di Tromsø, termine previsto del suo viaggio. Durante la missione l’equipaggio internazionale a bordo sarà costantemente composto da dieci persone, di cui 4 specificamente addette alla manovra e 6 incaricate di condurre le diverse attività sperimentali.

Test iniziali per l’ENVI-PHANTOM

GREAL/FTD ENVI-PHANTOM è un programma di attività basato sull’impiego di varie configurazioni opportunamente customizzate del popolare quadricottero DJI, a scopo di osservazione geografica e ricognizione ambientale.

Il progetto è sviluppato dal GREAL in collaborazione con FlyToDiscover e prevederà un insieme di applicazioni legate alle attività previste dal laboratorio per il 2018.

Data la modularità delle configurazioni allo studio, le prove hanno finora previsto l’impiego di varie versioni della popolare macchina DJI: Phantom 2, Phantom 3 e Phantom 4 Pro. Il vantaggio dell’impiego di questo tipo di macchina è generalmente legato alle sue ridotte dimensioni, alla buona autonomia e alla notevole affidabilità tecnica.

Allo stato attuale, sono allo studio varie tipologie di combinazioni fra sensori, strutture di installazione e piattaforme APR. Gli scopi del programma ENVI-PHANTOM saranno la definizione e la validazione scientifica di tecniche ottimali di ricognizione geografica con tecnologie UAV low-cost in diverse tipologie di ambiente osservativo.

Fra le prime attività previste per il sistema rientrano quelle proposte dal GREAL nel quadro della spedizione artica PolarQuest 2018 (www.polarquest2018.org).