Spedizione artica PolarQuest 2018: relazione sintetica

27 settembre 2018
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27 settembre 2018 greal

Fra il 21 luglio e il 4 settembre 2018 si è svolta la spedizione internazionale di ricerca e comunicazione scientifica “PolarQuest 2018”, a bordo del natante ecosostenibile NANUQ. La barca, di 18 m di lunghezza e 23 tonnellate di dislocamento ha compiuto una crociera in tre tratte per un totale di circa 3500 miglia nautiche, la maggior parte delle quali a nord del circolo polare artico. L’equipaggio, costituito da 10 componenti, ha svolto una serie di osservazioni e sopralluoghi, nonché tre programmi di attività scientifiche sotto l’egida di istituzioni italiane e straniere. Fra queste erano presenti anche la Società Geografica Italiana e il Geographic Research and Application Laboratory (GREAL) dell’Università Europea di Roma. Il viaggio e le attività a bordo, dai quali scaturiranno pubblicazioni scientifiche, sono stati documentati via Web e social network. Sono attualmente in montaggio un documentario televisivo e altri prodotti multimediali.

La spedizione si è svolta nel 90° anniversario dei voli artici del dirigibile ITALIA (1928); sono stati quindi anche previsti momenti commemorativi, con la presenza e/o l’endorsement di una delegazione di discendenti dell’equipaggio dell’aeronave.

Il viaggio di PolarQuest 2018 ha avuto inizio dal porto islandese di Isafjörður il 22 luglio, alla volta della Groenlandia e poi delle Isole Svalbard. NANUQ è arrivata nel capoluogo di queste ultime, Longyearbyen, il 2 agosto. La seconda tratta è iniziata da lì il giorno 4. Effettuata la circumnavigazione delle due isole maggiori dell’arcipelago (Spitsbergen e Nordaustlandet), NANUQ è rientrata a Longyearbyen il 24 agosto. L’ultima fase del viaggio è iniziata la sera del 25, con la partenza per la traversata del Mare di Barents, verso la Norvegia continentale. La spedizione si è conclusa il 4 settembre con l’arrivo a Tromsø.

Il 13 agosto NANUQ, portandosi nel punto più settentrionale della propria navigazione ha raggiunto una frangia di pack galleggiante all’estrema periferia della banchisa in coordinate 82°07’N, 25°25’E, a meno di 900 km dal Polo Nord. In quell’area sono stati svolti un campionamento di microplastiche e una misura di raggi cosmici. Entrambi sono da considerarsi, probabilmente, i massimi assoluti in latitudine per le rispettive attività.

L’imbarcazione Nanuq

NANUQ è un natante a vela-motore della lunghezza di 17,8 m e del dislocamento di 23 tonnellate. È stato realizzato su progetto dell’architetto Peter Gallinelli, esperto nella costruzione di barche ad

elevata efficienza energetica e a basso impatto ambientale. Dopo un primo ciclo di prove in mare nel 2014, nel 2015 NANUQ è rimasta per 11 mesi – compreso il periodo completo di svernamento – in Groenlandia. Nel corso della spedizione PolarQuest 2018, la barca ha svolto rispettivamente le sue 13^, 14^ e 15^ navigazione oltre il circolo polare artico. Il natante, che a vela raggiunge facilmente e supera i 10 nodi (18 km/h) è dotato anche di un motore diesel da 85 Hp. Quando viene utilizzato quest’ultimo, l’autonomia è di circa 2000 miglia nautiche (3700 km) a una velocità di crociera di 6,5 nodi (12 km/h). NANUQ può alloggiare fino a un massimo di 12 persone e per tale equipaggio può imbarcare acqua, provviste e riserve in grado di assicurare, in condizioni normali, completa autosufficienza per circa 30 giorni. Lo scafo, realizzato interamente in alluminio, è progettato con accorgimenti strutturali utili a sostenere condizioni meteomarine più severe di quelle mediamente affrontate da natanti di pari categoria e dimensioni.

Il concetto alla base della realizzazione di NANUQ è quello di presentare un esempio di barca ad elevata sostenibilità ambientale, destinata a operare nelle regioni polari in qualsiasi periodo dell’anno. Nucleo fondamentale del progetto è il “Passive Igloo”, ovvero un insieme di accorgimenti tecnici intorno ai quali sono realizzati gli spazi di lavoro e riposo all’interno della barca. NANUQ trae una parte significativa della propria energia elettrica da un generatore eolico e da quattro pannelli fotovoltaici, utili a ridurre la necessità di far ricorso al generatore tradizionale collegato al motore. Le pareti, gli oblò e gli spazi interni sono realizzati o coibentati con materiali ad alta efficienza energetica in grado di mantenere il calore emesso dalle persone e da vari apparati a bordo (dispositivi di navigazione, computer, cucina, ecc…).

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Vista di profilo e in pianta di NANUQ con indicazione semplificata degli allestimenti interni (immagine: Peter Gallinelli)


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NANUQ ferma tra i ghiacci nella sua zona di ancoraggio in Groenlandia durante la crociera artica del 2015 (immagine: Kalle Schmidt)


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NANUQ nel porticciolo della stazione scientifica di Ny Ålesund nella notte del 5 agosto 2018 (immagine: Gianluca Casagrande).

I programmi di attività scientifica

NANUQ, classificabile come “dimostratore tecnologico” di nuove soluzioni ecocompatibili per le costruzioni navali da diporto, è stata configurata come sustainable research vessel per la spedizione PolarQuest 2018. Il natante è stato quindi attrezzato come laboratorio per lo svolgimento di diverse attività di osservazione e ricerca scientifica. Carattere specifico del programma di tutta la spedizione è stato l’ampio ricorso a tecnologie ad alta accessibilità, low-cost e, per quanto possibile, assimilabili a quelle di categoria citizen science.

A bordo – e a terra durante le varie tappe del viaggio – sono stati condotti lavori riconducibili ai seguenti tre programmi di ricerca:

1-PolarquEEEst (Direzione: Centro Enrico Fermi e Museo della Fisica)

L’attività è stata diretta dal Centro Enrico Fermi in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e con il CERN di Ginevra. Si è trattato di un programma di misura e registrazione di raggi cosmici ad alte latitudini mediante un innovativo detector. L’apparecchio è stato costruito appositamente per imbarco su NANUQ e pertanto ha dimensioni e consumi ridotti rispetto alla strumentazione analoga di tipo tradizionale. Il cosmic-ray detector in questione, inoltre, è stato realizzato utilizzando componentistica low-cost e facendo partecipare all’assemblaggio studenti di scuole superiori italiane ed estere. La referente aggregata a bordo per il progetto è stata la Dott.ssa Ombretta Pinazza (INFN e CERN). Le registrazioni sono state condotte durante l’intera navigazione da Isafjörður a Tromsø.

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Il Cosmic-ray detector destinato all’imbarco su NANUQ durante le ultime fasi di assemblaggio al CERN di Ginevra (a sinistra) e nel suo alloggiamento sul soffitto della cabina anteriore del natante durante la navigazione (a destra). Immagini: PolarQuest 2018.

2-MANTANET (Direzione: ISMAR-CNR)

Rifacendosi anche ad una serie di attività già svolte – in altre aree – da NANUQ, nel corso di PolarQuest 2018 è stato effettuato un programma di campionamento di microplastiche galleggianti sia durante la prima tratta (Islanda-Groenlandia-Svalbard), sia durante la seconda (circumnavigazione delle Svalbard). Il progetto è stato diretto dall’Istituto di Scienze Marine del CNR (ISMAR) sotto la supervisione del Dott. Stefano Aliani. Le osservazioni a bordo di NANUQ sono state svolte da due giovani operatrici, l’attivista ambientale Safiria Buono (19 anni, Italia) e la co-skipper Mathilde Gallinelli Gonzalez (22 anni, Svizzera).

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La MANTANET trainata a bassa velocità da NANUQ durante un campionamento. Una rete a maglia sufficientemente fine può catturare frammenti di microplastiche. I campioni sono successivamente sottoposti ad analisi di laboratorio per studiare distribuzione e caratteristiche di questa forma di inquinamento (immagine: Gianluca Casagrande).

3-AURORA (Direzione: Società Geografica Italiana e GREAL – Università Europea di Roma)

Il progetto (il cui nome è l’acronimo di Accessible UAVs for Research and Observation in Remote Areas) è consistito in una proof-of-concept circa le possibilità e l’utilità di impiego, per osservazioni e documentazione geografica in ambienti artici, di droni, sensoristica e software di fascia consumer-level. Le prove sono state effettuate in diversi luoghi ritenuti esemplificativi. In tali contesti sono stati sperimentati diversi profili di utilizzo di queste tecnologie a scopo di ricerca e comunicazione: osservazione qualitativa e aerofotogrammetria, cartografia speditiva, rilevamento di fenomeni visibili nell’infrarosso termico e nell’infrarosso vicino. Particolare attenzione è stata riservata anche alla verifica del potenziale dei droni nella documentazione e nello story-telling di ambienti di particolare sensibilità ecosistemica. Ciò è parso rilevante in una regione come l’arcipelago delle Svalbard, nell’attuale fase di transizione da contesto anantropizzato a spazio sempre più sottoposto a pressione turistica e insediativa. Il responsabile del progetto è stato il sottoscritto, Prof. Gianluca Casagrande.

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Drone DJI Phantom 4 Pro con una fotocamera supplementare per misura degli indici NDVI della vegetazione dell’area sorvolata (immagine: Gianluca Casagrande).

 

L’equipaggio della seconda tratta: Circumnavigazione di Spitsbergen e Nordaustlandet 

La tratta principale della spedizione PolarQuest 2018 è stata la seconda. Essa ha compreso la circumnavigazione delle maggiori fra le isole Svalbard, ovvero Spitsbergen e Nordaustlandet. NANUQ è partita dal porto di Longyearbyen il 4 agosto e vi è rientrata il 24, compiendo un viaggio di circa 1500 miglia nautiche. Sono state effettuate soste in varie località ed è stato anche svolto un tratto di viaggio a carattere commemorativo, sulle tracce del dirigibile ITALIA, nel mare aperto a nord-est dell’arcipelago fino circa all’estremità della banchisa. Durante la seconda tratta si è avuto a bordo un equipaggio permanente di 10 persone, di cui 4 addette in prevalenza alla condotta e 6 ad attività scientifiche e di comunicazione. Altre persone si sono periodicamente aggiunte e alternate a bordo, per brevi tratti.

Di seguito si elencano i membri permanenti dell’equipaggio nella seconda tratta:

 

Peter Gallinelli (Australia)

Progettista, direttore della costruzione e skipper di Nanuq

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Paola Catapano (Italia)

Project leader PolarQuest 2018, divulgatrice scientifica, responsabile comunicazione audiovisiva CERN di Ginevra

Michael Struik (Paesi Bassi)

Coordinatore tecnico PolarQuest 2018, ingegnere, CERN di Ginevra

Ombretta Pinazza (Italia)

Responsabile progetto PolarquEEEst, fisico, dottore di ricerca in Ingegneria, INFN e CERN

Gianluca Casagrande (Italia)

Responsabile progetto AURORA, geografo, Società Geografica Italiana e Università Europea di Roma

Safiria Buono (Italia)

Responsabile progetto MANTANET, PolarQuest 2018, attivista ambientale

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Remy Andrean (Francia)

Navigazione e operazioni, velista.

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Mathilde Gallinelli (Svizzera)

Navigazione e operazioni (co-skipper), velista.

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Dolores Gonzalez (Spagna)

Navigazione e operazioni, velista.

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Alwin Courcy (Francia)

Cameraman e fotografo di bordo

Il percorso e le attività intorno alle Svalbard

La seconda tratta del viaggio si è svolta con alcune tappe in luoghi di interesse, sostanzialmente sul percorso Longyearbyen – Ny Ålesund – Nordaustlandet – Austfonna – Freemansundet – Hornsund – Pyramiden – Longyearbyen. In corrispondenza della Nordaustlandet NANUQ ha interrotto la navigazione costiera e si è portata in mare aperto per una navigazione storico-commemorativa sulle tracce del dirigibile ITALIA. Il 13 agosto ha raggiunto una posizione nelle immediate vicinanze del punto da cui fu lanciato il primo SOS dei naufraghi del dirigibile il 26/5/1928 (81°14’N, 25°25’E). Là, su mandato di una delegazione dei discendenti dell’equipaggio del dirigibile, è stata tenuta una breve cerimonia in ricordo degli aeronauti scomparsi, in rappresentanza della Società Geografica Italiana (sotto l’egida della quale volò l’ITALIA), dell’Aeronautica Militare, della Marina Militare, nonché dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia. NANUQ ha fatto poi rotta verso Nord, raggiungendo una zona di pack galleggiante all’estrema periferia della banchisa (82°07’N, 25°25’E).

Durante il viaggio sono state eseguite, in parallelo, attività inerenti i programmi di ricerca e comunicazione previsti a bordo.

Segue una serie di immagini relative alle attività svolte, con particolare riferimento al progetto AURORA.

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La traccia rossa mostra il percorso della seconda tratta di PolarQuest 2018 (fonte: Michael Struik).

4 Agosto. Visita a A NY ÅLESUND (Kings Bay) e cerimonia con delegazione di discendenti dell’equipaggio del Dirigibile Italia.

Il primo scalo della spedizione è avvenuto a Kings Bay, antica base dei dirigibili NORGE (1926) e ITALIA (1928). Vi si conserva ancora il pilone di ormeggio predisposto per entrambe le aeronavi. Nelle vicinanze sono visibili alcuni resti dell’hangar in legno e tela che fu progettato dall’italiano Felice Trojani e costruito da maestranze norvegesi. La Kings Bay, col piccolo insediamento di Ny Ålesund è oggi sede di un importante insediamento scientifico internazionale (immagine Gianluca Casagrande).

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La base “Dirigibile ITALIA” del CNR. Il personale di ricerca presente sul posto ha fornito una fondamentale e cortese assistenza all’equipaggio di NANUQ nello svolgimento di alcuni interventi manutentivi urgenti nelle prime fasi del viaggio (immagine: Gianluca Casagrande).

8 Agosto. Ricognizione aerea speditiva del sito storico di Virgohamna, Isola Danese (DANSKØYA).

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Screenshot ripreso da drone in avvicinamento alla spiaggia di Virgohamna (Danskøya). Da questo luogo, oggi deserto e ad accesso regolamentato, partirono le spedizioni polari di Andrée (1897) e Wellman (1906, 1907 e 1909). Per l’impossibilità di scendere a terra, la ricognizione circa lo stato attuale del sito è stata effettuata lanciando due droni da NANUQ ancorata a breve distanza dalla spiaggia (immagine: Gianluca Casagrande).


Il sito di Virgohamna nel 1906 ai tempi della prima spedizione Wellman. Sulla sinistra della foto è visibile l’hangar del dirigibile AMERICA. A destra, in primo piano, resti di installazioni della spedizione di Andrée di nove anni prima. All’epoca in cui fu scattata la foto si sapeva solo che Andrée e i suoi due compagni Fraenkel e Strindberg erano scomparsi misteriosamente nel tentativo di raggiungere il Polo Nord a bordo della mongolfiera Örnen. Le loro salme, i documenti e le foto scattate nella tragica spedizione furono scoperti casualmente sull’Isola Bianca (Kvitøya) nel 1930. (Immagine: collezione North Pole Expedition Museum, Longyearbyen).


Foto nadirale da drone dei resti delle antiche installazioni di Virgohamna riprese nell’immagine precedente. Sulla sinistra, lungo la riva, è visibile un rudere della Pike’s House (1882), usata dalla spedizione di Andrée. A destra è ben riconoscibile la struttura lignea, ormai completamente al suolo, dell’hangar costruito dall’esploratore statunitense Wellman (immagine: Gianluca Casagrande).


Elaborazione del modello fotogrammetrico 3-d provvisorio del sito di Virgohamna realizzato già a bordo di NANUQ a partire dalle immagini ricavate nei voli (immagini ed elaborazione: Gianluca Casagrande).

9 Agosto. Trollsprings (Hoodfjorden).

 

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Foto ripresa da drone che mostra la valle al limite meridionale del Hoodfjorden (l’inquadratura è orientata quasi esattamente verso nord). Il sito è stato visitato il 9 agosto da un gruppo di ricognizione di PolarQuest 2018. Il motivo di interesse era la presenza di una zona di residuale attività idrotermale in una delle aree delle Svalbard settentrionali dove è attestata un’antica attività vulcanica. La zona, definita anche col toponimo di “Trollsprings” è visibile lungo la striscia di vegetazione più evidente allineata quasi nord-sud. Sul posto sono presenti pozze d’acqua a temperatura costante nell’ordine di 20°C (immagine: Michael Struik).


Coppia di immagini nella luce visibile (a sinistra) e infrarosso termico (a destra, ruotata). Essa dimostra la capacità di un piccolo sensore termografico di identificare la presenza di hotspot nel terreno tutt’intorno alle sorgenti idrotermali (immagini di Michael Struik e Gianluca Casagrande).


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Modello aerofotogrammetrico tridimensionale speditivo dell’area delle Trollsprings, realizzato a partire dalle immagini di un microdrone FTD Spark. In questo sito un gruppo di ricerca del CNR aveva lasciato nel 2008 alcune sonde per effettuare misure ambientali. A causa dell’annullamento di una spedizione che era stata prevista per qualche tempo dopo, non era stato più possibile recuperare i sensori. Al gruppo di ricognizione di PolarQuest 2018 era stato pertanto richiesto di individuare le sonde e se possibile recuperarle. Il personale tuttavia ha desistito dal tentativo dopo aver riscontrato che nei punti indicati come posizione degli strumenti appariva abbondantemente sviluppato, nell’arco appunto dei dieci anni trascorsi, un delicato ecosistema di cui si temeva il danneggiamento (foto ed elaborazione: Gianluca Casagrande).

11 Agosto: Nord-kapp. Tentativo di individuazione cairns spedizioni Albertini (1928-1929)

Ripresa effettuata da drone di due “cairn” (piccole cataste di pietre) sulla cima dell’altura di Capo Nord delle Svalbard (Nord-Kapp). Nell’area compresa fra Nord-Kapp, Kapp Rubin e Kapp Platten il gruppo di ricerca ha effettuato un’estesa ricognizione sia mediante sopralluoghi a terra, sia mediante osservazione del litorale da gommone, sia mediante riprese aeree con droni. Lo scopo dell’attività era tentare l’individuazione di cairns riconducibili alle spedizioni condotte dall’ingegnere italiano Gianni Albertini nel 1928 e 1929. Nonostante il tentativo di individuazione non abbia prodotto risultati conclusivi, si è facilmente accertata la validità del metodo di lavoro. Fra l’altro, si è potuta verificare la particolar efficacia del drone come mezzo da ricognizione per questo tipo di emergenza archeologica. Il suo impiego consente infatti di allargare in modo significativo le possibilità di ricerca durante i sopralluoghi a terra (immagine: Gianluca Casagrande).

13 Agosto. Cerimonia in mare in prossimità del punto di caduta del Dirigibile Italia.

La cerimonia è stata tenuta dall’equipaggio di NANUQ secondo il programma previsto originariamente, nonostante le cattive condizioni meteorologiche.

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Paola Catapano legge, in Francese e Italiano, il testo introduttivo della cerimonia (immagine: Alwin Courcy).


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Gianluca Casagrande legge la “Preghiera degli esploratori dell’aeronave ‘ITALIA’” (originariamente composta per l’equipaggio nel 1928, prima del disastro). (immagine: Alwin Courcy).


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Peter Gallinelli depone in mare la croce lignea consegnata all’equipaggio di NANUQ dal Rettore della Pontificia Università Gregoriana. La croce è vincolata ad un peso per assicurarne la discesa sul fondo. (immagine: Alwin Courcy).


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Safiria Buono depone in mare una corona di fiori, affidata a PolarQuest 2018 da parte della delegazione dei discendenti dell’equipaggio del dirigibile ITALIA. (immagine: Alwin Courcy)

13-14 Agosto. Raggiungimento pack galleggiante in posizione 82°07’N, 25°25’E

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Mathilde Gallinelli a prua di NANUQ durante la navigazione verso il limite dei ghiacci (immagine: Gianluca Casagrande).


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La prima formazione di ghiacci distaccatisi dalla periferia del pack raggiunta da NANUQ alle 16.50 del 14 agosto (immagine: Gianluca Casagrande).


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(immagine: Gianluca Casagrande).

16 Agosto. Ricognizione dell’Isola degli Alpini (ALPINIØYA).

L’Isola degli Alpini è stata scoperta ufficialmente nell’estate 1928 dal militare italiano Gennaro Sora. Egli era impegnato, con il compagno di viaggio e guida artica Sief van Dongen, nelle ricerche dei naufraghi del dirigibile ITALIA. Alpiniøya è una piccola formazione rocciosa dell’area di circa 1 kmq, caratterizzata da variabile presenza di fauna. Benché sia del tutto disabitata e visitata assai di rado, l’isola è apparsa ingombra di detriti lignei e di plastica. Questi ultimi sono apparsi in notevole quantità e per lo più interpretabili come derivanti da attività di pesca. Tale forma di inquinamento è stata osservata da PolarQuest 2018 in una larga maggioranza dei luoghi visitati durante la spedizione.

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Dopo aver fatto sbarcare alcuni osservatori, Michael Struik risale a bordo del tender in procinto di ripartire alla volta di NANUQ -visibile sullo sfondo- per prelevare un secondo gruppo (immagine: Gianluca Casagrande).


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La foto mostra Safiria Buono in attesa a protezione del gruppo di osservatori sulla spiaggia di Alpiniøya. Oltre al fucile di grosso calibro, gli osservatori avevano una o più pistole lanciarazzi come arma di avvertimento e si mantenevano in contatto radio con il personale rimasto a bordo di NANUQ e sul tender.

In base alla normativa vigente alle Svalbard, tutte le persone che si recano nelle zone disabitate devono obbligatoriamente disporre di almeno un accompagnatore armato per far fronte ad eventuali – benché molto rari – attacchi di orsi bianchi. Poche settimane prima un orso polare era stato abbattuto nelle Svalbard settentrionali per aver assalito escursionisti della nave Bremen. Durante la spedizione PolarQuest 2018, l’equipaggio ha avvistato un totale di 7 orsi (uno in agguato su una spiaggia dell’isola di Storøya, più tardi quello stesso giorno). Tuttavia, non si sono mai verificate condizioni di pericolo che imponessero una difesa con armi (immagine: Gianluca Casagrande).

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Alcuni frammenti di materiali plastici dispersi su un breve tratto di spiaggia di Alpiniøya (immagine: Gianluca Casagrande).


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Modello aerofotogrammetrico 3-d speditivo dell’Isola degli Alpini. È stato realizzato in circa 40 minuti di volo con drone e circa 60 minuti di elaborazione al computer a bordo di NANUQ (immagini: Michael Struik, elaborazione: Gianluca Casagrande).

16 Agosto. Percorso lungo il fronte orientale e meridionale del ghiacciaio Austfonna.

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16 agosto. Michael Struik e Alwin Courcy impegnati nel loro turno di sorveglianza durante la navigazione di NANUQ. Fra i compiti di tutti i membri dell’equipaggio, indistintamente – tranne nei casi di spostamenti brevi o periodi all’ancora – vi erano turni di sorveglianza di 2 ore. Essi erano intervallati da 7 ore libere per altri lavori o riposo. Questi cicli di 9 ore, unitamente alla presenza continuativa di luce diurna, hanno contribuito a creare periodici disorientamenti sulla percezione degli orari e sui cicli sonno-veglia (immagine: Gianluca Casagrande).

Il 16 agosto, mentre costeggiava l’Austfonna, esteso ghiacciaio sul versante orientale e meridionale della Nordaustlandet, NANUQ era ripresa con un video da un drone pilotato da Michael Struik. La sequenza di immagini mostra il distacco di una grande formazione di ghiaccio dalla parete frontale. Questo tipo di fenomeno è abbastanza comune da osservare ma – com’è intuibile – raramente si verifica proprio al centro dell’inquadratura di un drone. Il mezzo ha quindi potuto prontamente avvicinarsi, mentre la barca si disponeva per precauzione con la prua alle onde (immagini: Michael Struik).

Screenshot da ripresa aerea con drone che mostra NANUQ mentre attraversa una zona di piccoli ghiacci galleggianti, fendendoli (immagine: Michael Struik).


Davanti a un ghiacciaio vanno alla deriva iceberg di ogni forma, dimensione, colore e trasparenza (immagine: Gianluca Casagrande).


(immagine: Gianluca Casagrande)

19 Agosto. Aerofotogrammetria speditiva del ghiacciaio Inglefieldbreen

Fra gli obiettivi di PolarQuest 2018 vi era quello di spingersi nella baia denominata Inglefieldbukta per compiere un’osservazione del ghiacciaio Inglefieldbreen. Tale ghiacciaio era stato precedentemente soggetto a monitoraggio periodico da parte del gruppo di lavoro della barca da osservazione scientifica “Vagabond”. Esso aveva esplicitamente chiesto l’intervento di NANUQ, una volta messo al corrente del programma di operazioni di PolarQuest 2018. In tale contesto è stata quindi svolta un’aerofotogrammetria speditiva georiferita del fronte del ghiacciaio, formazione estesa linearmente per circa 3 km.

Screenshots di modello aerofotogrammetrico tridimensionale ricavato mediante lancio di un drone da NANUQ in prossimità del ghiacciaio (immagini: Michael Struik. Elaborazione: Gianluca Casagrande)

21 Agosto. Visita al fiordo di Hornsund.

Il 21 agosto è stata visitato Hornsund, sede della stazione scientifica polacca fondata alla fine degli anni ’50. La zona è di particolare rilievo naturalistico.

Nanuq ripresa dal drone il 21 agosto durante un tratto di percorso a vela (screenshot da video di Michael Struik).


La stazione scientifica polacca di Hornsund (immagine: Gianluca Casagrande)


Ripresa da micro-drone (FTD Spark). Immagine NIR+R di una zona di tundra presso la stazione scientifica (a sinistra) ed elaborazione indice NDVI a partire dalla stessa immagine (a destra). Nell’immagine a destra le chiazze di colore giallo indicano presenza di vegetazione fotosinteticamente più attiva (immagini: Gianluca Casagrande).


Per lo spostamento dei materiali dalle navi rifornitrici alla stazione scientifica sono occasionalmente usati mezzi anfibi di grande capacità; tuttavia il loro impiego è fortemente limitato dai danni che possono provocare al delicato fondo di tundra situato fra la stazione e la spiaggia (immagine: Gianluca Casagrande).


“Incontro ravvicinato” con una femmina di orso (a destra) e due suoi piccoli. Gli animali si erano appena cibati di una foca e riposavano su alcuni lastroni di ghiaccio. NANUQ ha potuto avvicinarsi, in lento moto, fino a una distanza di 40-50 metri (immagini: Gianluca Casagrande).

23 Agosto. Visita a Pyramiden

Pyramiden è stata una città mineraria sovietica (poi russa), fondata nel 1927. Essa era funzionale all’estrazione del carbone dalle miniere dell’omonima montagna, ai piedi della quale è stato fondato l’insediamento. La città era gestita dalla compagnia di estrazione Arktikugol; è stata chiusa e abbandonata nel 1998. Gran parte degli edifici, recentemente, è stata assoggettata a tutela ed è stato istituito un servizio di sorveglianza e manutenzione. La prospettiva sembra essere quella di un rilancio, almeno parziale, del sito come bene storico e turistico. Durante la stagione estiva la “città fantasma” – in effetti vi è stato riattivato un albergo – è meta di frequenti tour guidati. Il gruppo di PolarQuest 2018 ha visitato il sito con specifico interesse per le strutture che risultano tuttora in completo abbandono. Fra queste vi è un capannone industriale e il complesso impianto della funicolare che saliva al livello delle miniere. La visita ha evidenziato lo stato corrente di notevole degrado e la presenza di hazard potenziali, almeno rispetto alla fruizione turistica che si tende a ristabilire.

La zona verso il porto di Pyramiden ripresa dalla cima della funicolare (immagine: Gianluca Casagrande).


L’area centrale di Pyramyden. L’edificio chiaro sul fondo è divenuto zona di nidificazione per avifauna selvatica, una sorta di singolare “scogliera artificiale” (immagine: Gianluca Casagrande).


La Casa della Cultura è uno degli edifici visitabili nei tour guidati (immagine: Gianluca Casagrande).


Un tratto della funicolare di servizio abbandonata (immagine: Gianluca Casagrande).


Un bulldozer fuori uso presso un capannone industriale in degrado (immagine: Gianluca Casagrande).


L’equipaggio di NANUQ appena rientrato a Longyeabyen il 24 agosto. In piedi, da sinistra a destra: Gianluca Casagrande, Paola Catapano, Peter Gallinelli, Alwin Courcy, Safiria Buono, Mathilde Gallinelli, Dolores Gonzalez, Michael Struik. Seduti sul Cosmic Ray Detector: Ombretta Pinazza e Remy Andrean (immagine: Ludovico Machet).